Con la promulgazione del recente decreto “Sblocca Cantieri” tutti gli asili nido, le scuole per l’infanzia, gli ospizi e le case di cura per gli anziani e i centri educativi per i disabili sono soggetti all’obbligo di installazione di un sistema di videosorveglianza.

La nuova norma nasce da un lato dall’esigenza di rivelare la presenza di casi di violenza all’interno degli ambienti dedicati all’assistenza sociale non residenziale e dall’altro a scopo preventivo, per scoraggiare qualsiasi intenzione premeditata in tal senso.

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Grazie al nuovo decreto le forze dell’ordine potranno evitare di procedere ad installare le telecamere nascoste, così come invece la prassi investigativa ha sempre richiesto in passato, per poter provare la colpevolezza dei responsabili dei reati di violenza.

Tuttavia per procedere all’installazione delle telecamere negli asili nidi, nei centri per anziani e per disabili non è possibile prescindere da un’adeguata valutazione che il sistema di videosorveglianza comporta per la privacy dei lavoratori nonchè per la riservatezza dei dati degli utenti stessi.

Per questo motivo è necessario applicare gli strumenti contenuti nel regolamento UE 2016/679 GDPR, utilizzare il parere del Garante della Privacy sullo specifico ambito di applicazione, ovvero sull’installazione della videosorveglianza negli asili nido, e adottare le prescizioni contenute nel decreto “Sblocca Cantieri”.

Tra queste, la più rilevante consiste nell’obbligo di salvataggio delle immagini registrate dalle videocamere su server non connessi ad internet, per eliminare il rischio di violazione dei dati personali (data breach). L’accesso ai server è inoltre riservato esclusivamente alle Autorità, che potranno intervenire solo a seguito di formale denuncia.

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