Nell’ultimo decennio uno dei temi economici più importanti è stato l’investimento nella tecnologia. Nel corso del decennio precedente le organizzazioni sono passate dall’IT tattico all’IT strategico. La pandemia ha accelerato questo processo e la maggior parte delle aziende ha perseguito un’adozione più aggressiva della tecnologia nell’era post-pandemica, al fine di portare i benefici della trasformazione digitale ai loro obiettivi a lungo termine.
Il rallentamento della spesa tecnologica
Successivamente diversi fattori hanno attenuato il famelico appetito per gli strumenti, i servizi e le competenze digitali. Innanzitutto, le organizzazioni hanno iniziato a mettere in dubbio il ritorno dei loro investimenti. Non si trattava di uno scetticismo generalizzato sul precedente investimento nella tecnologia e sul suo valore, ma piuttosto di una prassi operativa standard per comprendere l’equazione costi/benefici. Il desiderio di definire metriche di successo per la tecnologia ha coinciso con altri eventi, come l’aumento dei tassi di interesse, l’incertezza sulla stabilità del business globale e la riduzione della forza lavoro, tutti motivi che hanno rallentato il ritmo della spesa tecnologica.
Massimizzare l’investimento nella tecnologia
L’economia, però, è diversa dalla legge di gravità e ciò che scende è molto probabile che salga di nuovo. La trasformazione digitale non è un fuoco di paglia e l’evoluzione costante dell’IA e di altre tendenze informatiche garantisce che ci sarà sempre un punto d’avanguardia in cui le organizzazioni potranno massimizzare l’investimento nella tecnologia. Per realizzare questi vantaggi a lungo termine, i leader devono mantenere aggiornate le competenze del proprio team. Nei prossimi articoli affronteremo tre diversi metodi di sviluppo delle competenze, che dei buoni leader devono saper bilanciare all’interno della propria organizzazione.
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