La maggior parte degli attacchi moderni inizia con qualcosa di ordinario, come un’e-mail di phishing che sembra la fattura di un fornitore, una richiesta fraudolenta di modifica delle coordinate bancarie o una telefonata di social engineering che finge di essere un supporto IT; in questo panorama tutta la forza lavoro deve essere pronta. Oltretutto il lavoro ibrido, l’accesso mobile e gli strumenti cloud consentono ai dipendenti di connettersi da qualsiasi luogo, spesso utilizzando dispositivi personali e aziendali, così ogni accesso, approvazione e condivisione di file è un potenziale punto di esposizione. In questo contesto, tutti hanno un ruolo.
La necessità di una responsabilità condivisa
Le aziende devono districarsi tra privacy, protezione dei dati e norme specifiche del settore. Le organizzazioni governative statali e locali sono sotto il costante controllo di revisori, organismi di vigilanza e opinione pubblica quando qualcosa va storto.
Il personale non tecnico deve riconoscere le minacce evidenti e proteggere i dati. I manager e i dirigenti devono tenere conto del rischio informatico nelle loro decisioni. I generalisti IT e gli sviluppatori devono applicare i principi fondamentali della sicurezza informatica fin dalla progettazione. Gli specialisti della sicurezza informatica devono guidare, supportare e rispondere, ma non possono sostenere da soli tutto il carico.
Questa è l’essenza della gestione del rischio informatico organizzativo oggi: uno sforzo condiviso e basato sui ruoli piuttosto che un silo.
Una forza lavoro definita da ruoli e competenze
Se tutti sono responsabili, nessuno è responsabile, a meno che non si definiscano chiaramente i ruoli. Un modo utile per farlo è pensare in termini di forza lavoro informatica distribuita: gruppi diversi con responsabilità, competenze, formazione e certificazioni di sicurezza informatica diverse.
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